Consigli speciali per persone speciali - Alimentazione durante l'allattamento
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Consigli speciali per persone speciali - Alimentazione durante l'allattamento

L’allattamento al seno nei primi 6-12 mesi di vita (esclusivo per i primi 6 mesi, con adeguata alimentazione complementare successivamente) oltre ad essere il modo naturale per alimentare il neonato è in grado di favorire la salute e il corretto sviluppo del bambino; l'allattamento al seno è associato ad un maggiore sviluppo delle difese immunitarie e svolge un’azione preventiva su alcuni disturbi e malattie, diminuisce l’incidenza e, in caso si presentino comunque, la gravità di diarrea, infezioni respiratorie, otite media, meningite batterica, botulismo, infezioni urinarie ed enterocolite, è associato ad un rischio minore di sviluppare allergie,  obesità infantile e riduce il rischio di sviluppare diabete di tipo 1. 
Ovviamente per garantire un ottimale stato di salute della madre durante l'allattamento e per ottenere dallo stesso i maggiori effetti positivi per il neonato è importante che la madre si alimenti correttamente durante questa delicata fase; lo stato nutrizionale e la dieta della madre possono influenzare la quantità e la qualità del latte materno.   
Durante l’allattamento sono sfruttati quei depositi energetici che si sono formati nel corso della gravidanza sotto forma di tessuto adiposo, perciò nonostante l’elevato costo energetico della produzione del latte materno sarà sufficiente un supplemento energetico di 500 kcal rispetto ai fabbisogni di base della donna (200 kcal in più rispetto al secondo e terzo trimestre di gravidanza): le indicazioni per eventuali aumenti calorici devono tuttavia essere adattati alle necessità individuali, tenendo conto anche dell’aumento di peso al termine della gravidanza, onde evitare che la nutrice aumenti ulteriormente di peso durante l’allattamento (il surplus energetico richiesto può essere in parte bilanciato dall'utilizzazione delle riserve di grasso create durante la gravidanza), cosa particolarmente importante in caso di sovrappeso od obesità della madre.   

Il modello dietetico adatto per la nutrice è simile a quello consigliato per la gestante con particolare attenzione ai seguenti aspetti:
  • adeguata introduzione di proteine (più 16-17 g/giorno)
  • assunzione di calcio (1200 mg/giorno) 
  • assunzione di iodio, zinco, rame, selenio
  • assunzione di vit. A, del gruppo B e C
  • adeguato apporto di acqua (il latte materno è costituito per circa l’88% da acqua quindi è opportuno che la nutrice aumenti la normale assunzione di acquae liquidi di circa 600-700 ml al giorno) 

Per quanto riguarda il metodo di preparazione degli alimenti è auspicabile dare la preferenzaa piatti cucinati in modo semplice rispetto a piatti più elaborati: vanno quindi preferiti metodi di cottura che non prevedono l’uso di grassi o che comunque ne limitino l’impiego rispetto a metodi quali frittura o cotture prolungate con quantità di grassi abbondanti. 
Come grasso da  condimento andrà sempre preferito l’olio extra vergine di oliva da usare sia in cottura sia, preferibilmente, a crudo.       

Durante l’allattamento è buona norma dare la preferenza agli alimenti freschi, possibilmente di stagione, limitando il consumo di cibi confezionati e precucinati, in modo da limitare l’assunzione di additivi, sodio, grassi di scarsa qualità nutrizionale e zuccheri semplici.    

Alcuni alimenti possono conferire un sapore sgradevole al latte, tra questi in particolare aglio, cipolla, erba cipollina, porro, cicoria, cavoli, verza, cavolfiori, broccoli, asparagi, soprattutto se assunti in grande quantità; non si tratta comunque di alimenti in grado di alterare la composizione qualitativa del latte, perciò non esiste una vera e propria controindicazione al loro consumo e inoltre, se la mamma ha assunto regolarmente questi alimenti durante la gravidanza, le sostanze aromatiche in essi contenute attraverso il liquido amniotico sono già state “assaggiate” dal feto che è probabile si sia abituato al loro gusto. Comunque è consigliabile evitare quegli alimenti dai sapori forti che risultino essere una novità e monitorare eventuali relazioni tra assunzione e scarso gradimento del latte da parte del neonato.   

Alcuni alimenti (formaggi fermentati, crostacei, cioccolato, cacao, fragole, pesche) assunti dalla madre possono scatenare nel lattante reazioni pseudo – allergiche, pertanto è preferibile evitarne l’assunzione, con particolare attenzione nel caso vi sia familiarità per allergie.   

Durante l’allattamento andrà limitata l’assunzione di sostanze eccitanti e alcol, evitando tassativamente i superalcolici; un eccesso di caffeina provoca nel lattante irritabilità e insonnia e l’alcol etilico può inibire la montata lattea, inoltre passando nel latte  può provocare nel lattante sedazione, ipoglicemia, vomito e diarrea (la birra non ha nessun ruolo nel favorire la secrezione di latte e può rendere il latte amaro e quindi sgradito al lattante).   




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